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    5/31/2008

    Libero

    Mi domando perché quando vivi aspettando
    un giorno passa lentamente come fosse un anno
    Mi domando perché non sono nato nel ‘50
    Avrei saputo cosa fare io negli anni ‘70
    Mi domando se sei mia

    oppure fai finta
    E se alla fine dei fatti essere onesti conta
    Mi domando se la storia è stata scritta dagli eroi
    O da qualcuno che pensava solamente ai cazzi suoi
    Mi domando perché mi fa schifo la mia faccia
    A volte si e a volte no
    Perché a volte voglio avere solo quello che non ho
    Mi domando soltanto perché
    Gesù Cristo è morto in croce per me

    Voglio sentirmi libero da questa onda
    Libero dalla convinzione che la terra è tonda
    Libero libero davvero non per fare il duro
    Libero libero dalla paura del futuro
    Libero perché ognuno è libero di andare
    Libero da una storia che è finita male


    E da uomo libero ricominciare
    Perché la libertà è sacra come il pane
    E’ sacra come il pane

    Mi domando perché pensare troppo mi turba
    E se una volta almeno mio padre ha fumato l’erba
    Mi domando se avrò un figlio
    E se mio figlio mi odierà
    Perché purtroppo si odia
    Chi troppo amore ci da
    Mi domando se la mia è una vita felice
    E so rispondere solo

    che mi piace

    Voglio sentirmi libero da questa onda
    Libero dalla convinzione che la terra è tonda
    Libero libero davvero non per fare il duro
    Libero libero dalla paura del futuro
    Libero perché ognuno è libero di andare
    Libero da una storia che è finita male


    E da uomo libero ricominciare
    Perché la libertà è sacra come il pane
    E’ sacra come il pane

    Libero perché ognuno è libero di andare
    Libero da una storia che è finita male
    E da uomo libero ricominciare
    Perché la libertà è sacra come il pane
    E’ sacra come il pane....

     

    Foto senza titolo

     

     

    5/23/2008

    Lentamente muore

     

    Lentamente muore

    chi diventa schiavo dell’abitudine,

    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

    chi non cambia la marcia,

    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

    chi non parla a chi non conosce.

     

    Muore lentamente chi evita una passione,

    chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”

    piuttosto che un insieme di emozioni,

    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

    quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

    quelle che fanno battere il cuore

    davanti all’errore e ai sentimenti.

     

    Lentamente muore

    chi non capovolge il tavolo,

    chi e’ infelice sul lavoro,

    chi non rischia la certezza

    per l’incertezza per inseguire un sogno,

    chi non si permette

    almeno una volta nella vita

    di fuggire ai consigli sensati.

     

    Lentamente muore

    chi non viaggia,

    chi non legge,

    chi non ascolta musica,

    chi non trova grazia in se stesso.

     

    Muore lentamente

    chi distrugge l’amor proprio,

    chi non si lascia aiutare;

    chi passa i giorni a lamentarsi

    della propria sfortuna o

    della pioggia incessante.

     

    Lentamente muore

    chi abbandona un progetto

    prima di iniziarlo,

    chi non fa domande

    sugli argomenti che non conosce,

    chi non risponde

    quando gli chiedono

    qualcosa che conosce.

     

    Evitiamo la morte a piccole dosi,

    ricordando sempre che essere vivo

    richiede uno sforzo

    di gran lunga maggiore

    del semplice fatto di respirare.

     

    Soltanto l’ardente pazienza porterà

    al raggiungimento

    di una splendida felicità.