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    12/18/2006

    storiella

     
     

    Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo.

    Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne.

    L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi. Finalmente il contadino prese una decisione, ma crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo.

    Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo.

    Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino.

    Ognuno di loro prese un badile

    e cominciò a buttare palate di terra dentro il pozzo.

    L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.

    Poi, con gran sorpresa di tutti,

    dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto.

    Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.

    Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso,l'asino se ne liberava,scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra.In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo,oltrepassare il bordo ed uscirne trottando.

     

    La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra.

    Soprattutto se tu sei già dentro un pozzo

    Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.

    Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima.

    Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci daremo per vinti.

    Adoperiamo la terra che ci tirano per fare un passo verso l’alto!

     

     

     

     

    In fondo è carina e da un po' di ottimismo anche se non ci si crede più....

    vi auguro comunque di fare come quest'asino e invertire la sorte sfruttando le ostilità a proprio favore per uscire da una brutta situazione...

    12/12/2006

    se la matematica non è un'opinione...

     
     
     
    Un cammelliere, padre di quattro figli maschi, muore e lascia loro in eredità i suoi 39 cammelli. Egli ha stabilito nel testamento che l'eredità va così ripartita: metà al primo figlio, un quarto al secondo, un ottavo al terzo e un decimo al quarto. Seppellito il padre, i quattro fratelli calcolano il numero di cammelli spettante a ciascuno, ma non potendo frazionare le povere bestie, non riescono a trovare una soluzione accettabile. Viene il tramonto e mentre ancora discutono sul da farsi, sopraggiunge uno straniero con un cammello. Incuriosito dalla loro animazione egli si ferma, li ascolta attentamente e infine rivela di avere una semplice soluzione per il loro problema. Aggiunge il proprio cammello ai 39 ereditati, ottenendo in tutto 40 cammelli. Ne consegna metà (20) al primo, un quarto (10) al secondo, un ottavo (5) al terzo e un decimo (4) al quarto. In tutto (20+10+5+4) 39 cammelli. Ne avanza uno, e visto che è proprio il suo, gli monta in groppa e se ne va per la propria strada, salutando gli esterrefatti fratelli. Il fratello maggiore non smette di pensare: egli ha ricevuto 20 cammelli, cioè più della metà dei 39 lasciati in eredità dal padre. Inevitabilmente qualche suo fratello deve averci rimesso, invece anche gli altri tre hanno ottenuto qualcosa in più e l'intera eredità è stata divisa...